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Italiano | English

Oggetti culturali in risorse digitali: immaginando il testo.
(Arianna Ciula)

Arianna Ciula
arianna.ciula@kcl.ac.uk
King's College London
London
United Kingdom

Questo articolo propone una valutazione delle risorse di informatica umanistica sulla base della capacità delle stesse di rappresentare testi. La discussione si basa sull’analisi di vari progetti – allo sviluppo di alcuni dei quali l’autore ha partecipato direttamente – di natura diversa, ma tutti correlati alla rappresentazione di materiale testuale connesso alla sua “controparte” visiva o grafica.

E’ ampiamente noto il fatto che gli studiosi di discipline umanistiche usino nel loro processo di ricerca immagini di vario formato in varie combinazioni. In particolare, copie, illustrazioni, sostituti di varia tipologia sono ritenuti utili nell’osservare e interpretare gli artefatti culturali originali, altrimenti non direttamente accessibili e/o legittimamente modificabili. Nel caso in cui si prendano in considerazione testi – intesi nel senso ampio che CLiP considera – di natura storica, la connessione tra il contentuo testuale e l’oggetto fisico è particolaremente esplicita. Ciò vale per discipline come la filologia e la paleografia, così come per l’archeologia e la storia dell’arte. Tuttavia, nel primo caso il testo d’interesse ha generalmente come referente un supporto percepito in forma di immagine bidimensionale. E’ questo un caso estremo di simbiosi tra il testo in qualità di stringa di caratteri a stampa/digitali – già un primo livello di intepretazione e codifica in se stesso – e la materialità esistente come artefatto fisico (codice, rotolo, edizioni a stampa antica etc.) richiamata da una rappresentazione bidimensionale che sia analogica o digitale.

Anche se i progetti di informatica umanistica possono variare di molto in metodologie e obiettivi, all’interno delle risorse digitali create per supportare la ricerca accademica è possibile identificare delle categorie rilevanti al tema del presente articolo:

  1. Risorse digitali che danno priorità ai testi
    1. testi codificati
    2. visualizazzione della codifica testuale
  2. Risorse digitali che danno priorità alle immagini
    1. immagini di testi a bassa risoluzione
    2. immagini di testi ad alta risoluzione
    3. restuaro virtuale di immagini di testi
    4. annotazione di immagini di testi
  3. Risorse digitali che combinano equamente immagini e testi
    1. giustapposizione di risorse indipendenti (testuali and grafiche)
    2. riferimenti e conessione tra risorse collegate (testuali and grafiche)

La categorizzazione di sopra non ambisce ad essere né esaustiva, né esclusiva – sotto categorie possono variare di molto tra loro in termini semantici e possono co-occorrere nella stessa risorsa –; tuttavia essa sembra appropriata per la valutazione che il presente articolo intende delineare. Nonostante il punto 1.a non sia qui rilevante, esso è stato incluso così da contestualizzare il punto 1.b. La visualizzazione della codifica di un testo è solitamente nascosta a vantaggio dell’interfaccia principale di qualsivoglia testo codificato messo a disposizione da una risorsa digitale. Allorquando la codifica è resa evidente, si rende disponibile una visualizzazione dei livelli interpretativi al di là della sequenza testuale. Ciò che è visibile non è, per esempio, la carta corrispondente alla trascrizione di un manoscritto, bensì i componenti che chi fa la codifica o l’editore ritengono parti strutturali del testo. Questa visualizzazione non può essere considerata un corrispondente grafico; si tratta piuttosto di una rappresentazione visuale di alcuni elementi selezionati dei quali l’utente/studioso potrebbe possedere già un’immagine mentale o, meglio ancora, di una nuova e inusuale rappresentazione del testo scaturita dal processo di codifica e aperta ad ulteriore ricerca.

Allo stesso modo, il punto 2.a non è rilevante relativamente agli argomenti di questo articolo. Tuttavia, un numero consistente di risorse digitali offre soltanto immagini a bassa risoluzione per una serie di ragioni che variano dalle restrizioni finanziarie ai permessi di copyright, dall’intenzione di produrre una risorsa catalografica piuttosto che prettamente grafica alla mancanza di considerazione dell’analisi basata sulle immagini. Qualsiasi sia la motivazione, il risultato rimane lo stesso: l’immagine del testo risulta essere sussidiaria e si presta di fatto ad una esplorazione minima. I punti 2.b, c e d sono validi per tutti quei casi nei quali alle immagini è riconosciuto il ruolo di interfaccia fondamentale al testo che contengono. Se gli strumenti per la navigazione in rete lo permettono, osservazioni dettagliate degli aspetti materiali possono essere effettuate sulle pagine immagine (premesso il punto 2.b). Il lavoro editoriale relativo alle immagini è minimo, ma i risultati possono risultare alquanto appetibili per la ricerca basata sulle immagini. I punti 2.c e d richiedono invece una pianificazione accurata, rispettivamente, del pre-processing and post-processing delle immagini, senza garanzia sui risultati finali. Allorquando le operazioni di elaborazione dell’immagine e di codifica della stessa hanno successo, coloro che implementano la risorsa aggiungono il loro livello di analisi agli oggetti grafici e rendono disponibile uno strato intepretativo che attribuisce valore aggiunto alla risorsa, nascondendo allo stesso tempo la rappresentazione della fonte primaria in quanto tale.

Il punto 3 rappresenta una combinazione equilibrata delle categorie precedenti e implica delle complessità sia in termini di processo editoriale che di strumenti di fruizione. Infatti, se finora l’analisi non ha fatto menzione degli aspetti dinamici di una risorsa digitale, il ruolo attivo dell’utente/lettore in qualità di editore/“implementatore” emerge proprio in relazione a questo tipo di risorse (in modo specifico per il punto 3.b).

In conclusione, gli obiettivi dell’articolo sono quelli di analizzare le risorse digitali di materiale testuale di valore storico in una prospettiva in cui:

  • il testo codificato, se reso visibile in tutta la sua stratificazione, è considerato esso stesso una controparte visuale del testo “normale”;
  • la rappresentazione della materialità fisica del testo – spesso molteplice, poichè testimoniata in diverse occorrenze, specialmente nel caso di tradizioni classiche e medievali – è valutata in gradazioni diverse a seconda delle implicazioni per la ricerca basata sull’immagine.

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