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Il Museo Virtuale Fotografico della cultura pastorale in Abruzzo. (Nadia Sensi)
- Nadia Sensi
- nadiasensi@libero.it
- Università degli Studi di Siena
- Siena
- Italy
Negli ultimi anni si è sviluppata la tendenza a riconsiderare gli studi sui territori locali e sulle realtà regionali. I materiali
di ricerca, di discussione e di comparazione volti a definire in modo più completo le coordinate territoriali e regionali,
sono utili alla costruzione di una storiografia sempre più aperta al confronto e all’incontro con le scienze sociali e con
la tecnologia. La memoria – documentazione, che è costituita da tante e diverse memorie, pubbliche e private, ha generato
la necessità di controllare i documenti utili alla comprensione della realtà contemporanea. Si è verificata nel tempo un’inevitabile
tendenza a studi interdisciplinari tra fotografia, letteratura, antropologia, tecnologia. La sollecitudine e l’interesse nei
confronti della conservazione dei materiali presenti in archivio, hanno il pregio di ridurre e in certi casi di impedire una
dispersione che troppo spesso pregiudica il patrimonio fotografico e documentario di una regione. Nella società dell’informazione
e del veicolo della tecnologia e del web, il rapporto tra musei ed informazione assume un rilievo, un’enfasi, del tutto particolare.
Si tratta di un cambiamento non solo qualitativo, ma anche, e fondamentalmente, qualitativo. I nuovi settori di ricerca per
le tecnologie della memoria, stanno elaborando nuove forme di prototipi tecnologici per la conservazione e la pubblicazione
in rete dei patrimoni di testi e di opere d’arte che le comunità preparano per allestire, conservare e comunicare la memoria
della propria identità. Un caso è rappresentato dalla ricostruzione della memoria sociale di una comunità dell’Abruzzo (Italia),
attraverso un archivio fotografico privato di fine Ottocento.
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