CLiP 2006


[Close Print-Friendly Version]

Il Museo Virtuale Fotografico della cultura pastorale in Abruzzo.
(Nadia Sensi)

Nadia Sensi
nadiasensi@libero.it
Università degli Studi di Siena
Siena
Italy

Negli ultimi anni si è sviluppata la tendenza a riconsiderare gli studi sui territori locali e sulle realtà regionali. I materiali di ricerca, di discussione e di comparazione volti a definire in modo più completo le coordinate territoriali e regionali, sono utili alla costruzione di una storiografia sempre più aperta al confronto e all’incontro con le scienze sociali e con la tecnologia. La memoria – documentazione, che è costituita da tante e diverse memorie, pubbliche e private, ha generato la necessità di controllare i documenti utili alla comprensione della realtà contemporanea. Si è verificata nel tempo un’inevitabile tendenza a studi interdisciplinari tra fotografia, letteratura, antropologia, tecnologia. La sollecitudine e l’interesse nei confronti della conservazione dei materiali presenti in archivio, hanno il pregio di ridurre e in certi casi di impedire una dispersione che troppo spesso pregiudica il patrimonio fotografico e documentario di una regione. Nella società dell’informazione e del veicolo della tecnologia e del web, il rapporto tra musei ed informazione assume un rilievo, un’enfasi, del tutto particolare. Si tratta di un cambiamento non solo qualitativo, ma anche, e fondamentalmente, qualitativo. I nuovi settori di ricerca per le tecnologie della memoria, stanno elaborando nuove forme di prototipi tecnologici per la conservazione e la pubblicazione in rete dei patrimoni di testi e di opere d’arte che le comunità preparano per allestire, conservare e comunicare la memoria della propria identità. Un caso è rappresentato dalla ricostruzione della memoria sociale di una comunità dell’Abruzzo (Italia), attraverso un archivio fotografico privato di fine Ottocento.

 

 

 


[Close Print-Friendly Version]