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            <titleStmt>
                <title>L’ipermedia, la letteratura, le arti: per un’antropologia del discorso
                    culturale</title>
                <author><name reg="Pellizzi, Federico">Federico Pellizzi</name></author>
            </titleStmt>
            <publicationStmt>
                <publisher>Centre for Computing in the Humanities, King's College London - Marked up
                    to be included in the CLiP 2006 Conference Abstracts book.</publisher>
                <address>
                    <addrLine>Strand, London WC2R 2LS, England, United Kingdom. Tel:+44 (0) 20 7848 2684</addrLine>
        <addrLine>http://www.kcl.ac.uk/cch/</addrLine>
      </address>
            </publicationStmt>
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                <p>No source: created in electronic format.</p>
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        <profileDesc>
            <langUsage>
                <language id="ita">Italian</language>
            </langUsage>
            <textClass>
                <classCode>paper</classCode>
                <keywords>
                    <list>
                        <item>Hypermedia</item>
                        <item>Theory of discourse</item>
                        <item>Dialogism</item>
                        <item>Arts</item>
                        <item>Literature</item>
                        <item>Interdisciplinarity</item>
                        <item>Textuality</item>
                    </list>
                </keywords>
            </textClass>
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                <date>2006-06-06</date>
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                    <name>AC</name>
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            </change><change>
                <date>2006-05-30</date>
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            <docTitle>
                <titlePart lang="ita">L’ipermedia, la letteratura, le arti: per un’antropologia del
                    discorso culturale</titlePart>
            </docTitle>
            <docAuthor>
                <name reg="Pellizzi, Federico">Federico Pellizzi</name>
                <address><addrLine type="email"><xref type="email" url="pellizzi@alma.unibo.it">pellizzi@alma.unibo.it</xref></addrLine>
                    <addrLine type="affiliation">Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM</addrLine><addrLine>Milan</addrLine><addrLine>Italy</addrLine><addrLine type="affiliation">University of Bologna</addrLine><addrLine>Bologna</addrLine><addrLine>Italy</addrLine></address>
            </docAuthor>
        </front>
        <group>
            <text lang="ita">
                <body>
                    <head>L’ipermedia, la letteratura, le arti: per un’antropologia del discorso
                        culturale</head>
                    <div>
                        <p>L’articolo riguarderà il rapporto nuovo che la testualità digitale
                            introduce tra il corpo della letteratura e le altre arti. L’approccio
                            sarà di tipo comparatistico, e mirerà sia ad analizzare alcune
                            trasformazioni in atto nel modo di funzionare dell’immaginario, indotte
                            da nuovi modelli testuali e discorsivi, sia a mettere a punto alcuni
                            strumenti teorici in grado di comprendere le reti tematiche assai
                            complesse che ne derivano.</p>

                        <p>Avvalendomi di una ricerca portata avanti negli ultimi anni sui caratteri
                            fondamentali del testo digitale come processo, e facendo riferimento a
                            un progetto ipermediale al quale partecipo (<title>HyperPicture</title>), riguardante
                            alcuni autori (scrittori, pittori, musicisti) e i rapporti reciproci,
                            reali e virtuali, che essi intrattengono tra loro nel rappresentare lo
                            spazio e il tempo, cercherò di mostrare come il testo ipermediale
                            divenga essenziale non solo per individuare nuove possibilità di
                            indagine nel campo dei rapporti intermediali, ma anche per creare nuovi
                            cronotopi e nuovi patrimoni di memoria dinamica.</p>

                        <p>Tutto ciò ha a che fare inevitabilmente con le tradizioni culturali che
                            un meta-medium come la testualità digitale tende ad riprendere,
                            interpretare, accostare e ibridare. Che tipo di "strategie discorsive"
                            sono favorite dalla testualità digitale? Qual è, per dirla con Foucault,
                            l’ordine del discorso di un ipermedia? Che rapporto c’è tra scrittura
                            digitale e memoria? Che tipo di connessioni si istituiscono tra memoria
                            individuale e memoria collettiva? Quali modelli di identità vengono
                            proposti o decostruiti? In che modo un archivio può influenzare i
                            rapporti tra lingue e culture? Quali possibilità ci sono di preservare i
                            contesti nel momento stesso in cui essi vengono de-contestualizzati o
                            immessi nella rete?</p>

                        <p>Con un approccio dialogico, cercherò di rispondere ad alcuni di questi
                            quesiti, usando dei quadri di riferimento che necessariamente
                            travalicano l’ambito tradizionale della teoria letteraria ma anche della
                            critica delle arti. Il dialogo tra letteratura, cinema, arti figurative,
                            plastiche, cinetiche, ecc. sul terreno del digitale impone non solo una
                            ridefinizione del concetto stesso di testualità, ma anche forse del
                            rapporto delle arti con l’insieme della cultura umana, per il continuum
                            che a diversi livelli si viene a istituire tra privato e pubblico,
                            locale e globale, consumo e ricerca, testo e paratesto, fiction e non
                            fiction. Il campo è vastissimo, e richiede che non si dimentichi la sua
                            vastità ma che al tempo stesso si individuino con chiarezza criteri e
                            confini. In particolare i due limiti entro i quali l’articolo si
                            svilupperà sono da una parte una teoria del discorso, dall’altra una
                            teoria delle interazioni socio-tecniche (pragmasfera). Entro questo
                            territorio, mettendo a frutto spunti di Bachtin, Ricoeur, Deleuze,
                            Latour, Flichy e molti altri, cercherò di individuare alcuni caratteri
                            specifici della testualità multimodale, mettendone in luce la valenza
                            antropologica. Manterrò quindi uniti, tenendo fede a una precisa
                            impostazione metodologica già collaudata, l’attenzione agli strumenti
                            concreti e la loro potenzialità culturale, il loro funzionamento
                            morfologico-funzionale, e alcune catene metaforiche e tematiche che
                            conducono al nostro immaginario e alla nostra memoria, con tutte le
                            ambiguità che l’aggettivo possessivo implica.</p>
                    </div>
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                        <head lang="ita">Bibliografia</head>
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                                <author>Pellizzi, Federico</author>. <date>2004</date>. 
                                <title level="a">Il testo nella rete. Per una ridefinizione della testualità nell’era digitale</title>.
                                <title level="j">Testo</title> 25.47: 87-101.
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                                <author>Pellizzi, Federico</author>. <date>2003</date>. 
                                <title level="a">La materialità intermedia del virtuale</title>. <title level="j">il verri</title> 22: 68-82.
                                &lt;<xref url="http://www3.unibo.it/boll900/numeri/2003-i/Pellizzi.html">http://www3.unibo.it/boll900/numeri/2003-i/Pellizzi.html</xref>&gt;
                                (<date>28 May 2006</date>)
                            </bibl>
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                                <title level="j">Nuova Corrente</title> 127: 161-184.
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                                <author>Pellizzi, Federico</author>. <date>2001b</date>. <title level="a">L’ipertesto come forma simbolica</title>.
                                <title level="j">il verri</title> 16: 65-80.
                                &lt;<xref url="http://www3.unibo.it/boll900/numeri/2001-i/pellizzi.html">http://www3.unibo.it/boll900/numeri/2001-i/pellizzi.html</xref>&gt;
                                (<date>28 May 2006</date>)
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                                (<date>28 May 2006</date>)
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                                (<date>28 May 2006</date>)
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