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<title>Il Museo Virtuale Fotografico della cultura pastorale in Abruzzo</title>
<author><name reg="Sensi, Nadia">Nadia Sensi</name></author> </titleStmt>
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      <publisher>Centre for Computing in the Humanities, King's College London - Marked up to be included in the CLiP 2006 Conference Abstracts book.</publisher>
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         <addrLine>Strand, London WC2R 2LS, England, United Kingdom. Tel:+44 (0) 20 7848 2684</addrLine>
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                  <item>Museo virtuale</item><item>Virtual museum</item><item>Cultura materiale</item><item>Material culture</item><item>Memoria sociale</item><item>Social memory</item><item>Fotografia digitale</item>
  <item>Digital photography</item></list></keywords></textClass></profileDesc><revisionDesc>
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<group><text lang="ita"><body><head>Il Museo Virtuale Fotografico della cultura pastorale in Abruzzo</head><p>Negli ultimi anni si è sviluppata la tendenza a riconsiderare gli studi sui territori locali e sulle realtà regionali. I materiali di ricerca, di discussione e di comparazione volti a definire in modo più completo le coordinate territoriali e regionali, sono utili alla costruzione di una storiografia sempre più aperta al confronto e all’incontro con le scienze sociali e con la tecnologia. La memoria – documentazione, che è costituita da tante e diverse memorie, pubbliche e private, ha generato la necessità di controllare i documenti utili alla comprensione della realtà contemporanea. Si è verificata nel tempo un’inevitabile tendenza a studi interdisciplinari tra fotografia, letteratura, antropologia, tecnologia. La sollecitudine e l’interesse nei confronti della conservazione dei materiali presenti in archivio, hanno il pregio di ridurre e in certi casi di impedire una dispersione che troppo spesso pregiudica il patrimonio fotografico e documentario di una regione. Nella società dell’informazione e del veicolo della tecnologia e del web, il rapporto tra musei ed informazione assume un rilievo, un’enfasi, del tutto particolare. Si tratta di un cambiamento non solo qualitativo, ma anche, e fondamentalmente, qualitativo. I nuovi settori di ricerca per le tecnologie della memoria, stanno elaborando nuove forme di prototipi tecnologici per la conservazione e la pubblicazione in rete dei patrimoni di testi e di opere d’arte che le comunità preparano per allestire, conservare e comunicare la memoria della propria identità. Un caso è rappresentato dalla ricostruzione della memoria sociale di una comunità dell’Abruzzo (Italia), attraverso un archivio fotografico privato di fine Ottocento.</p></body></text></group>
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